Enrico Englaro, scrive per il tour "Il vecchio e giovane"

Il vecchio, il giovane (e il poeta) in tour per l’Italia

Un lungo e affascinante viaggio per raccontare, attraverso cinquanta opere pittoriche, i tesori e le bellezze dell’Italia. Protagonisti dell’imponente percorso espositivo, a tappe nelle principali città della penisola e fino al 2014, gli artisti Milo Lombardo e Luca Bonfanti, autodefinitisi per l’occasione “Il vecchio e il giovane”.

L’iniziativa, un originale confronto stilistico che prescinde dal dato anagrafico degli autori,  scaturisce dalle suggestioni poetiche realizzate dall’eclettico Marcello Rossetti. Visitando la penisola, dalle Dolomiti alla Sicilia, Rossetti ci racconta in termini asciutti e con aforismi illuminanti i luoghi dove l’immaginario del turista si è spesso soffermato. In maniera nuova, disincantata a volte, spesso ironica, il nostro poeta racconta e approfondisce delle “cartoline” italiane dove i protagonisti siamo tutti noi. Chi non si è mai fatto fotografare sotto il ponte dei sospiri a Venezia? Perché rinunciare a sorreggere la torre pendente di Pisa? Dando voce e andando oltre a questi stereotipi, un po’ consunti, Rossetti ci racconta le meraviglie d’Italia, siano esse le opere dei Michelangelo e dei Leonardo piuttosto che le straordinarie città del medioevo toscano. Questo lavoro di scrittura segna l’inizio, l’ispirazione, il punto di partenza delle opere realizzate da Milo (il vecchio) e Bonfanti (il giovane). Gli autori danno così una loro originale interpretazione pittorica dei paesaggi delineati dal poeta.

In un gioco delle parti dove l’età anagrafica è solo un espediente, che può anche invertirsi, i nostri pittori interpretano, rielaborano, disegnano paesaggi e atmosfere. Contribuiscono a dipingere una mappa dei luoghi più belli d’Italia ad uso e consumo del turista giapponese (non così sprovveduto come si vorrebbe) e delle italiche popolazioni (in troppi casi non curanti del patrimonio storico-artistico-paesaggistico casalingo). Qualche anno addietro, a Tokyo per promuovere un’esposizione sul design e le tecnologie della provincia milanese, mi resi conto di come e quanto i cittadini dell’impero del Sol Levante amassero l’Italia e i suoi autori. Le mostre sulla “Primavera” del Botticelli e sulla “Lambretta”  ottenevano, in termini di visitatori e consenso, riscontri da capogiro. Ciò nondimeno, negli ultimi anni, anche il nostro paese sta’  vivendo un movimento di riscoperta dei borghi e delle contrade più significative (e anche anonime), magari passando da trattorie e agriturismi. E’ l’Italia slow, dove stiamo riscoprendo i sapori e i cibi di una volta…così tra uno stringozzo al tartufo nero e un canederlo possiamo anche ammirare una pieve del XIII secolo o un monastero del ‘500. Anche questa è cultura!

Tornando al nostro viaggio, abbandonata ogni divagazione, possiamo dire che “Il vecchio e il giovane” è un tour espositivo nuovo, che abbraccia una formula decisamente particolare. Ma chi sono gli autori e cosa creano? Milo, classe 1941, pugliese di Barletta trapiantato nella fredda Milano, è un astrattista cromatico che ha fatto del Mediterraneo il luogo per una riflessione non banale sul colore. Artista completo, scultore, pittore, autore di bassorilievi con la tecnica dello stiacciato, vanta oltre 150 personali in Italia e all’estero. Sono stato io, qualche anno addietro e me ne assumo la responsabilità, a definire il suo lavoro “cromatismo mediterraneo”. Sempre io ho sostenuto l’idea che il maestro Milo debba avventurarsi sulla strada di un astrattismo ancora più spinto, dove la figura e il paesaggio vadano lentamente a scomparire dietro a pennellate non geometriche e colorate. Sono queste il vero segno distintivo di un artista che ha dato tanto e ancora molto può dare…insomma il vecchio è ancora giovane.

Luca Bonfanti, il giovane, è nato nel 1973 a Desio in Brianza, ma ambisce ad orizzonti più ampi e si sta’ imponendo con un linguaggio tutto suo. Con un’esperienza plurima che spazia dalla fotografia alla scultura (di mestiere fa’ il grafico pubblicitario), Bonfanti dipinge in maniera davvero impeccabile. Astrattista delicato, scarno, essenziale, non è istintivo e nemmeno cerebrale, è semplicemente unico nel rappresentare quei suoi paesaggi dell’anima. Nei suoi quadri, dai colori privi di toni accesi, emergono indefiniti e anonimi paesaggi, luoghi spaziali ancorati ad un senso di infinito che non è umano. Profondissima quiete di universi che non si conoscono, alieni ma non alienati, questi non-luoghi ci offrono la possibilità di esplorare ed esplorarci. Da questa ottima partenza, che strizza l’occhio alla metafisica e alla geometria dei segni, Bonfanti accetta l’inedita sfida di Rossetti e rappresenta il suo Duomo e la sua San Gimignano. Un triplo salto mortale? Non direi, il risultato è spiazzante e incoraggiante.

Se pensiamo a questa triplice espressione artistica in termini di comunicazione di contenuti e valori, se guardiamo la mostra con gli occhi curiosi del turista, se leggiamo gli aforismi di Rossetti con l’attenzione del narratore attento al costume e al sociale, se ci immergiamo nei colori e nelle forme, sempre antitetiche, di Milo e Bonfanti…allora “Il vecchio e il giovane” risulterà un evento d’impatto. Molteplici letture per visitare i tesori della nostra stupenda (e talvolta sconosciuta) Italia.  Due pittori e un poeta, a spasso per lo stivale, compiono una sfida a singolar tenzone “Chi realizza il ritratto italiano più veritiero e profondo?”. Ci sono riusciti tutti e tre, al punto che la mostra potrebbe anche chiamarsi “Il vecchio, il giovane e il poeta”. 

Enrico Englaro